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Aiut Alpin Dolomites » Storia

La base di Pontives

Non è un caso che la baita Sanon sull' Alpe di Siusi (vedi foto) sia diventata nel 1987 la base dell' elicottero. Raffael Kostner, allora Capo del Soccorso alpino Val Gardena, vi risiedeva nelle stagioni turistiche e vi aveva perciò installato la centrale di chiamata. Solo dopo alcuni anni ci si rende conto quanto sia vantaggiosa quella posizione per le operazioni di soccorso, come confermato anche nel rapporto Orgakom (seguendo questo esempio, anche nel Gruppo del Brenta è stata dislocata una base di elisoccorso presso la Malga Zeledria, situata sopra Campo Carlo Magno, in quota e vicina alle montagne). Raffael fa il possibile per farla funzionare al meglio e mette a disposizione, oltre alla centrale di allenamento, anche il deposito per i medicinali, un locale per gli attrezzi e l' impianto per il rifornimento di carburante. L'equipaggio viene rifocillato nella baita stessa, che certe volte è utilizzata anche come alloggio.
Baita Sanon

Dopo l'integrazione nell' elisoccorso provinciale, vengono effettuate alcune modifiche alla struttura della base, necessarie per ottenere la licenza sanitaria. Un risvolto negativo, ininfluente però per la funzionalità dei soccorsi, consiste nel fatto che per effettuare certe manutenzioni è necessario trasferire il mezzo presso una officina autorizzata a Trento, se non addirittura presso la sede dell' Air Service Center nel Pavese. Un tentativo di costruire sull' Alpe di Siusi un piccolo hangar sotterraneo non riesce ad ottenere le necessarie approvazioni.

L'occasione per trovare una sistemazione più consona alle esigenze del rimessaggio si presenta quando vengono messi in vendita a Pontives nei pressi di Ortisei, alcuni idonei appezzamenti di terreno. La zona, prevista per insediamenti industriali, è ben inserita nel sistema viario, dunque ideale come base per gli elicotteri. Una impresa che effettua lavori aerei ha già acquistato un lotto di terreno ai bordi della scarpata, in posizione vantaggiosa per il volo di avvicinamento. L'appezzamento adiacente è ancora disponibile e, tramite Raffael, Aiut Alpin Dolomites si assicura una opzione per l'acquisto. Con due strutture affiancate, sarà possibile garantire sensibili economie di scala, specialmente in merito ai costi di gestione.

II problema consiste ancora una volta nel trovare il finanziamento e la concessione edilizia per la costruzione. Per rendersi conto di come sono state realizzate le basi di elisoccorso negli altri paesi, Raffael organizza una trasferta a Landeck, in Austria, dove ne è da poco sorta una simile, lontana dagli ospedali. Questo tipo di dislocazione è dettato dal fatto che anche in Austria meno della metà degli interventi di soccorso necessita di un trasporto diretto nell'ospedale di stazionamento dell'elicottero. La spesa di questa struttura, sorta su terreno pubblico e lontana da centri abitati, si aggira intorno a 2 miliardi di lire. Oltre a Raffael, al viaggio partecipano anche l'assessore alla Sanità dell' Alto Adige Otto Saurer, il vicepresidente regionale Roland Atz, il sindaco di Lajon, il vicesindaco di Ortisei e infine Marco Kostner, il pilota. II dottor Saurer apprezza la possibilità di poter disporre anche in Alto Adige di una base decentrata e promette un sostanziale finanziamento per la realizzazione dell'opera.

Viene approntato un progetto di massima, modificato poi in fase di approvazione con l'aggiunta di una piattaforma sommitale, attrezzata anche per atterraggi notturni. Durante gli scavi per le fondazioni risulta che il costo sarà parecchio più alto della base austriaca, sia per la necessità di stabilizzare la adiacente ripida scarpata, sia per la rimozione del materiale di riporto trovato sul posto. Inoltre, a differenza di Landeck, bisogna considerare anche i costi per l'acquisto del terreno e per la realizzazione degli alloggi per l'equipaggio.

Grazie all'aiuto dell'assessore alla Sanità i lavori iniziano speditamente, tanto da poter ipotizzare (previsione poi risultata troppo ottimistica) l'entrata in servizio già nell'autunno 2002. Per far fronte alle maggiori spese sono di grande aiuto i contributi della Regione Trentino Alto Adige, ottenuti tramite il vicepresidente Roland Atz, e Gino Fontana, amministratore regionale e soccorritore alpino della Val di Fassa. II resto viene finanziato in proprio: gli sponsor di AAD sono rimasti fedeli sostenitori e anche in questa occasione risultano importanti.

Nelle fondamenta della costruzione è stato possibile realizzare un'ampia autorimessa, preziosissima data la carenza di parcheggi nella zona. Nel sotterraneo trovano posto anche alcuni piccoli locali letto (per tecnici e soccorritori), il vano caldaia e una cantina. Il pianterreno davanti al piazzale è occupato dall' ampio hangar per l' elicottero, di dimensioni tali da permettere anche il rimessaggio di due macchine. Sui lati del locale, sotto la sporgenza delle pale del rotore, sono stati ricavati alcuni vani di servizio per le attrezzature mediche e la farmacia, per i materiali di soccorso, per l' officina meccanica e per il deposito di materiali. In una sporgenza della costruzione è prevista la centrale di chiamata, con ampie finestrature per permettere anche il controllo visivo del traffico aereo. Nello stesso piano si trovano i servizi igienici, anche per disabili, nonché l' accesso all' ascensore.

II primo piano è stato progettato per il soggiorno dell' equipaggio di turno. Vi è una saletta di riposo e lettura, un ufficio con locale riunioni, un appartamento per un eventuale guardiano con annessa cucina, utilizzabile anche dall' equipaggio. II medico di turno, per il quale è sempre stato un problema trovare una sistemazione in paese durante la stagione turistica, può ora disporre di un miniappartamento. La piattaforma sul tetto è illuminata e omologata per il volo notturno, ha dimensioni regolamentari per tutti gli elicotteri di soccorso provinciali e portata sufficiente anche per i mezzi più pesanti di organizzazioni dello Stato.

La base, come si presenta oggi, non è finita. L'approccio dell' elicottero alla piattaforma sommitale è sicuramente molto agevole, data anche la notevole altezza, però il piazzale a terra dovrà venire ingrandito in previsione dell' impiego di elicotteri di maggiori dimensioni. Quando il trasporto notturno di malati dalla piattaforma sarà operativo, dovrà essere previsto un montalettighe a pistone, appoggiato al muro esterno, con accesso diretto dalle ambulanze. Questa struttura potrà diventare importantissima per le emergenze sanitarie e per la protezione civile di tutta la zona, compreso naturalmente il soccorso notturno in montagna.


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