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Aiut Alpin Dolomites » Storia

La fondazione di Aiut Alpin Dolomites

In base a queste esperienze risulta evidente che per fornire un servizio efficiente e specializzato per i soccorsi in alta montagna è necessario allargare la zona di intervento e riunire le squadre delle vallate vicine. Solo con la partecipazione di tutti i gruppi operanti in ambito dolomitico è infatti possibile disporre di un elicottero con caratteristiche analoghe a quelle sperimentate nelle ultime stagioni. La giusta scelta del mezzo è ritenuta essenziale per muoversi con sicurezza tra le guglie delle Dolomiti.

Dopo consultazioni tra i responsabili dei soccorsi delle valli ladine, il 17 luglio 1990 viene siglato l'atto costitutivo dell' Union Aiut Alpin Dolomites (nome in seguito abbreviato), associando alla fondazione nove squadre. Gino Comelli, guida alpina di Alba di Canazei e capo del Soccorso Alta Fassa, è eletto Presidente. La direzione tecnica tocca a Raffael Kostner, allora alla guida del Soccorso alpino Val Gardena. Negli anni successivi Comelli si alterna nel suo ruolo con Willy Costamoling di Corvara, capo del Soccorso Alta Badia. La segreteria è affidata a Günther Comploj, la contabilità a Konrad Weihrather, cariche che ambedue ricoprono ancora oggi. Oltre a Val Gardena, Alta Badia e Alta Fassa, entrano in Aiut Alpin Dolomites le squadre di La Valle, San Martino in Badia, San Vigilio di Marebbe, Val di Funes, Centro Fassa, Moena. Sesto di Pusteria e Solda partecipano tramite il CNSA, di cui i relativi gruppi di soccorso fanno parte; l' anno successivo si associano anche le squadre dell' Alpenverein Südtirol di Siusi e Tires.

Il problema della scelta dell'elicottero può adesso essere risolto. Viene preso in affitto dalla Società CPA il mezzo più idoneo disponibile, il modello Ecureuil AS 350 B1, provvisto anche di verricello. E' inoltre importante poter contare su piloti conosciuti e fidati; il primo è Renzo Rossi, esperto di soccorso insieme ai militari e presso Elidolomiti, che si dedica al proprio lavoro con passione e impegno.

Aiut Alpin Dolomites

II primo anno di attività si rivela subito molto impegnativo, con oltre cento interventi di soccorso portati a termine, la maggior parte dei quali tramite elicottero. I tempi di volo variano da un minimo di 7 a un massimo di 100 minuti. Per un migliore affiatamento tra i tecnici di bordo e i soccorritori locali vengono effettuate parecchie prove ed esercitazioni. Se le condizioni meteorologiche o di visibilità non permettono di volare le squadre ripiegano sui sistemi tradizionali utilizzando l'auto fuoristrada per i trasferimenti, prassi seguita tuttora.

Nel 1991 e nel 1992 Aiut Alpin Dolomites (abbreviato AAD) consolida la propria presenza nel soccorso alpino dolomitico. É sempre più evidente che sarebbe difficile farne a meno senza creare un danno al turismo e all' immagine dell' Alto Adige. Ormai viene chiamato da tanti organi preposti alla sicurezza della regione, come se si trattasse di un ente statale. Ci si dimentica che è una associazione privata, che sopravvive grazie a erogazioni volontarie. Questa situazione viene riconosciuta dall' assessore alla Sanità, che nella primavera del 1992 accenna ad un possibile aiuto finanziario da parte della Provincia di Bolzano. E' la motivazione giusta al momento giusto per impostare l'attività della imminente stagione estiva, che poi si rivela più impegnativa di qualsiasi altra annata precedente: ben 199 sono le richieste di intervento, con l'impiego di oltre 800 uomini-azione, 19 squadre di soccorso assistite, 85 ore di volo con una media di 26 minuti per ogni missione, 249 persone salvate di cui 152 ferite, e 21 salme recuperate.

Aggiungiamo alcuni ragguagli sulla organizzazione di Aiut Alpin Dolomites in quei primi anni. II nuovo elicottero Ecureuil AS 350B2 viene preso in affitto dalla Società lombarda Air Service Center, con la quale il rapporto di collaborazione continua ancora oggi. Con un motore a turbina da 740 CV e portata fino a 6 persone, questo mezzo ha una autonomia di 670 km ed è dotato di verricello con 40 m di cavo e portata 136 kg. Sulla scia di Rossi, si mettono ai comandi i piloti Enrico Galeazzi (Chicco), Franco Pagan e, per ultimi, Marco e Gabriel Kostner, ambedue fratelli di Raffael e tuttora attivi. Un motorista si occupa a sua volta dei controlli giornalieri a tempo pieno. Vari medici, selezionati dal responsabile sanitario della base Michele Nardin, in genere anestesisti-rianimatori, parecchi dei quali anche alpinisti, sono sempre presenti sull'elicottero durante i salvataggi. Due guide alpine sono specializzate come tecnici di bordo, altri soccorritori vengono imbarcati di volta in volta quali esperti di zona.

Il centro di chiamata sull'Alpe di Siusi è raggiungibile tramite due linee telefoniche e varie ricetrasmittenti impostate sulle frequenze delle squadre di soccorso, del ponte radio CNSA Alto Adige, della Protezione Civile e dell'elicottero stesso. Mediante computer è possibile accedere rapidamente alle persone e agli enti interessati, cioè capisquadra del soccorso alpino, conduttori di cani da valanga, elisoccorsi alternativi, medici, ospedali, ambulanze, Carabinieri, Vigili del fuoco, Protezione Civile, ecc. Se la situazione meteorologica in prossimità del confine lo richiede, è possibile contattare le associazioni di soccorso austriache e svizzere per ottenere o fornire assistenza. II centro radio è presidiato dall' alba al tramonto da membri della squadra di Soccorso Alpino Val Gardena appositamente addestrati ed è comunque attivo anche di notte. Non essendo necessario alcun trasferimento della richiesta di soccorso, l'elicottero è in grado di decollare entro due minuti dall' allertamento: la rapidità di intervento del centro di chiamata di Aiut Alpin Dolomites viene riconosciuta da tutti.


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